Tutte le recensioni a “Pescara nella bufera”

Francesco Barberini – periodico “Rotary – Pescara Club 2090” – Pescara

L’autore, che aveva già raccolto un ricco materiale anche sulla sua terra, insieme a Dimitri Franco ci ha dato la più ampia monografia sui bombardamenti che “martirizzarono la città di Pescara” negli anni più terribili della sua storia. Il libro dimostra il rigore metodologico dell’autore in una fatica certosina offrendo un eccezionale equilibrio nei giudizi, che dimostrano competenza e intelligenza. (…) Questo lavoro viene ad ampliare il quadro storico di una città, che tende ad essere valutata anche storicamente per il suo eccezionale sviluppo, nell’ultima parte del secolo scorso.

Filippo Canci – “Cronaca locale – Quotidiano dell’Abruzzo” – Chieti

Assume un particolare valore documentario il volume di Antonio Bertillo e Dimitri Franco “Pescara nella bufera”. Il libro documenta, con larghissima dovizia di fotografie, soprattutto aeree, il martirio della città adriatica. Il volume in oggetto, terza fatica storiografica dell’angolano Antonio Bertillo, si avvale di documenti di prima mano desunti dagli archivi americani in primo luogo, poi inglesi, tedeschi ed italiani. E’ preceduto da una presentazione di Giuseppe Falcucci e da un’introduzione dell’autore; è suddiviso in undici capitoli; è seguito da nutrita bibliografia e concluso dagli indici dei nomi e dei luoghi, come esige la sicurezza di metodo e l’acribia scientifica alle quali i lavori del Bertillo ci hanno abituati.

Fe. C. – quotidiano “Il Centro” – Pescara

L’ultima opera di Bertillo è ancora una volta un omaggio alla città, e al ricordo di tutti coloro che “non si aspettavano di diventare attori del doloroso dramma che stava per investirli alla fine dell’estate del 1943, provocando migliaia di morti e imponendo l’abbandono delle case e duri sacrifici alla maggior parte dei suoi cittadini”. Ma è destinata soprattutto ai giovani, affinché “conoscendo le vicissitudini dei loro avi, scoprano la missione di essere costruttori di pace e si impegnino a favorire la collaborazione tra i popoli, la solidarietà, la tolleranza e la civile convivenza”.

Franco Di Paolo – settimanale “Q Magazine” – Pescara

C’è tutto in questo album fotografico 1940-1944. Ci sono chiaramente le foto, tante, spesso inedite, raccolte con duro lavoro tra privati e negli archivi storici. Ci sono le testimonianze, come è giusto che sia per un’opera storica documentata e rigorosa. Ma c’è di più. C’è la passione per il “mestiere” dello storico, c’è la voglia di realizzare un’opera miliare, c’è il grande affetto per Pescara. Antonio Bertillo appartiene infatti a quella schiera di storici che si mettono in gioco, che, pur affidando la propria opera a un indispensabile quanto puntuale sostegno documentale, non rimangono freddi alla materia trattata e non esauriscono il proprio lavoro nella raccolta e nell’assemblaggio di fonti e riscontri. No, Bertillo entra nel merito, dà giudizi, spesso appassionati, sempre lucidi. Storicamente “Pescara nella bufera” è un libro rigoroso. E non poteva essere altrimenti, considerata l’ampiezza dell’archivio privato dell’autore, tra i più pregevoli sulla guerra in Abruzzo. Archivio prodotto in anni e anni di ricerche storiche, a partire dal 1978. Oggi ecco questo splendido volume, dato alle stampe senza alcun “aiuto”, quasi realizzato “in famiglia”. Perché in Abruzzo capita ancora questo, come se la bufera per certe cose non fosse mai passata. Ma aver tenuto duro e averci regalato questa grande opera è segno anch’esso di passione. E di amore: per la storia e per Pescara.

Ernesto Grippo – quotidiano “Avvenire” – Pescara

La memoria della guerra per non dimenticare, un monito forte che parte da Pescara grazie all’ultima fatica editoriale di Antonio Bertillo e Dimitri Franco. “Pescara nella bufera – Album fotografico 1940-1944” è il titolo di un volume di 400 pagine con foto edite ed inedite, che raccontano, senza alcuna retorica, il dramma di una guerra che è e sarà sempre il dramma di tutte le guerre. (…) Quanti pescaresi anziani nel rivedere quelle foto rivivranno in tutto il suo lacerante dolore quei momenti che solo chi ha vissuto è in grado di capire. Ma il libro meriterebbe di essere sfogliato soprattutto da quelle generazioni, come quella del cronista, che hanno avuto la fortuna di non vivere quei momenti. Le foto di Bertillo sono lì a ricordarci lo strazio di una guerra oggi lontana

Alessandra Portinari – settimanale Pescara&Pescara – Pescara

Bertillo ha scelto con meticoloso senso logico le immagini dei bombardamenti che rievocano un momento drammatico per la città, che non ha mai dimenticato migliaia di figli sacrificati durante l’ultimo conflitto mondiale. Un lavoro che, senza dare un giudizio storico e politico su quei tragici fatti, offre al lettore la possibilità di farsi un’idea precisa su quel che ha significato per i pescaresi avere la guerra in casa, con tutto ciò che ne consegue. (…) Un prezioso contributo per conoscere meglio la nostra città, i luoghi, le vie e i palazzi ricostruiti e quelli che esistono solo in una memoria fotografica.

Quotidiano “Il Messaggero” – Pescara

Il libro raccoglie in 407 pagine ricche di foto immagini e ricostruzioni della Pescara degli anni Quaranta, una città giovane ed elegante proiettata verso l’ineluttabile disastro. In copertina il fotogramma shock scattato da un soldato alleato che ritrae dalla pancia di un bombardiere la pioggia di ordigni sul porto canale. Sessant’anni fa. Purtroppo sembra oggi.

Quotidiano “Il Tempo” – Pescara

Con questa nuova fatica, che porta anche la firma di Dimitri Franco, Antonio Bertillo pone un punto fermo negli studi sul periodo bellico ultimo nella provincia di Pescara: dedicato ai bombardamenti che martirizzarono la città di Pescara, questo libro completa un quadro della storia ufficiale della provincia di Pescara e della città capoluogo finora lumeggiato solo approssimativamente o parzialmente. Come scrive Giuseppe Falcucci nella prefazione, il titolo è ingannevole e riduttivo: “L’album fotografico lascia pensare a una raccolta di immagini significative sin quanto si vuole ma senza nessun altro pregio all’infuori di quello documentaristico. E invece no: il volume ha il timbro e il ritmo di una ricerca rigorosa e perfino puntigliosa però illuminata e riscaldata da un afflato a volte drammatico a volte lirico, sempre di vivido spessore”.

Settimanale “Q Magazine” – Pescara

“Pescara nella bufera”, un vero e proprio album fotografico del periodo più triste per il capoluogo adriatico, quello compreso tra il ’40 e il ’44. Gli autori, A. Bertillo e D. Franco, hanno praticamente ripercorso la storia buia di quel periodo, con i suoi lutti e con le sue macerie. L’immagine di una città distrutta, e sulla sua rinascita nessuno avrebbe scommesso.

A. R. – quindicinale “Sipario più” – Pescara

Significative sono le immagini delle distruzioni, che occupano l’ultima parte dell’opera. “Pescara nella bufera” è una fonte importante per la memoria cittadina, e non solo per le foto. Con concisione ma con grande scrupolo storico Bertillo riporta le vicende politiche di Pescara a ridosso dei bombardamenti, inserendole però nell’intero contesto nazionale. Vi ritroviamo tra l’altro testimonianze di chi visse quel periodo, ma anche documenti preziosi, come le ricognizioni ed i piani operativi delle squadre aeree americane.

Giovanni Verna – mensile “L’Eco di San Gabriele” – Isola del Gran Sasso (TE)

Un’opera eccellente di un ricercatore già noto al mondo culturale. Antonio Bertillo ha girato gli archivi di mezzo mondo per documentare una tragedia con più di 500 foto quasi tutte inedite. Ma non parlano solo le foto. Nel libro c’è anche la passione civile e il rigore storico che ne fanno un punto fermo negli studi sul periodo bellico.

Cindy Virgili – quotidiano “Il Centro” – Pescara

Scritto a quattro mani con il figlio Franco Dimitri, il volume descrive in undici capitoli la situazione di Pescara e dell’Italia nel ’43. Documenta con scritti e foto inedite com’era la città prima e dopo gli attacchi dal cielo. (…) Pagine dolorose ma “che scorrono veloci, incalzanti, coinvolgenti, senza un filo di retorica, né smanie moralistiche”, scrive il giornalista Giuseppe Falcucci nella prefazione. Un libro intitolato con modestia “Album fotografico”, quasi fosse una sequenza di immagini documentaristiche. Invece si tratta di un patrimonio ricco di materiale inedito, documenti ufficiali e testimonianze dirette, cercato con con pazienza in molti archivi, anche americani, inglesi e tedeschi.